La parola del Padre

Stralcio da una lettera inviata dall’Argentina nel dicembre 1934

… Cari Benefattori ed Amici, per Natale e Capo d’Anno vorrei mandarvi tutta la profusione dei fiori bellissimi di questa ospitale terra Argentina dove, piacendo a Dio, passerò le Sante Feste.
Non essendomi possibile, vi mando i fiori del mio cuore, e spero vi siano graditi perché sono fiori di preghiere e gratitudine che non appassiranno. Né il tempo né la lontananza mi faranno dimenticare il bene ricevuto. I vostri nomi, Benefattori dei miei orfani e poveri, sono scritti a caratteri indelebili nel mio cuore: Vi ho sempre presenti…
Mi avete aiutato ad educare e a mettere sulla via della virtù, del lavoro, dell’onore tanti poveri giovanetti e a farne dei buoni cristiani e cittadini. Ne ho trovati anche qui in Argentina, tanti di essi già padri di famiglia: tutti ancora buoni, riconoscenti… Mi avete aiutato ad asciugare tante lacrime, ad accogliere orfani, vecchi cadenti, ciechi, storpi, epilettici… e a salvare molte anime. Siate benedetti…
Cosa dirò, a me e a Voi, indimenticabili benefattori in questo Santo Natale? In esso noi celebriamo la grande ora della storia nella quale il Figlio di Dio, apparendo sulla terra in forma umana, diventò Fratello e Salvatore di tutti gli uomini. Il Santo Bambino, nato fra noi in tanta povertà, ci animi ad amare sempre più i poveri… Prega e fa pregare per me codesti cari novizi, e che il Signore sia sempre con i nostri chierici, li conforti e li sostenga nei loro studi per la gloria della Chiesa e il maggior bene della Congregazione. Ogni benedizione a tutti, nella Santa Madonna vostro affezionatissimo

 

 

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