“Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20)

Benedetto XVI parlando dei Santi, nell’Udienza del 13 aprile del 2011 a Roma, afferma che essi “(…) manifestano in diversi modi la presenza potente e trasformante del Risorto; hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo «non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). Seguire il loro esempio, ricorrere alla loro intercessione, entrare in comunione con loro, “ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla Fonte e dal Capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso del Popolo di Dio”.

Da queste parole possiamo delineare il Significato dell’essere santo nella nostra vita e quale meta si prefigge la santità. Il santo è una persona che si è fatto travolgere dell’annuncio del Vangelo e che come scopo ha l’unirsi a Cristo imitandone atteggiamenti, pensieri e comportamenti. Grazie all’aiuto dello Spirito Santo, siamo chiamati per essere santi, a modellare la nostra vita a quella del Figlio di Dio. Vuol dire portare la nostra vita a Dio e farla diventare un percorso d’amore profondo con Dio che trasforma il nostro essere testimoni della carità di Dio nel creato. Non dobbiamo pensare che i santi siano dei super eroi che hanno avuto un rapporto privilegiato con Dio. Loro, come noi hanno sperimentato fatiche, ansie e preoccupazioni e hanno vissuto le loro inconsistenze, con le fragilità che accompagnano ogni vita umana lasciandosi avvolgere dall’amore di Dio che li ha trasformati in suoi testimoni. Sono fratelli e sorelle che si sono affidati a Dio certi di non essere soli e di essere strumenti poveri nelle Sue mani.

Don Orione scriveva in una lettera del 9 maggio 1914: “Cari miei piccoli fratelli, cerchiamo la santità, ma subito… la santità! Il desiderio di santità! Tutto verrà dietro a questo: i disegni di Dio si compiranno sopra di me e sopra di voi tutti… Il paradiso non è dei pigri e non è dei poltroni: è di chi fa violenza a se stesso, di chi prega, di chi si rinnega, di chi vive di umiltà e vive di Carita”.

Ciascuno di noi è chiamato alla meta della santità e questa è lo scopo della nostra vita, e dobbiamo essere consapevoli che la nostra Santità vive della misericordia e della fedeltà, dell’amore, dell’accoglienza che Dio vuole vivere con noi per farci a sua immagine e somiglianza. Il Santo è colui che si fida di Dio vive la sua vita nelle prospettive della gratuità,della condivisione e della fraternità. Se noi ci occupiamo degli altri, permettiamo a Dio di prendersi cura di noi. È proprio nel prendersi cura degli altri che sentiamo Dio fortemente presente nella nostra esistenza, disposto a prendersi cura delle nostre necessità. I santi sono coloro, che carichi dell’amore di Dio vivono consapevoli che il servire con amore, significa ricevere dal Padre un posto nella Resurrezione. L’invito è a non avere paura di vivere la nostra vita da Santi e da risorti già qui attraverso la quotidianità della vita vissuta, come affermava Benedetto XVI, da persone normali, senza eroismo visibile, ma nella bontà di ogni giorno ascoltando volentieri la parola di Dio compiendo con le opere la sua volontà, partecipando frequentemente ai sacramenti, soprattutto all’Eucaristia e alla santa liturgia; applicandosi costantemente alla preghiera, all’abnegazione di se stessi, al servizio attivo dei fratelli e all’esercizio di ogni virtù. Solo così saremo Santi. Buon Cammino a tutti.

Don Ivan Concolato

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