Don Arcangelo Perciballi

Capita nella vita d’essere maltrattati, anche in buona fede. È, tra gli altri, il caso del nostro Arcangelo, rimproverato ingiustamente dalla propria insegnante. Quando costei si accorse dell’errore, gli chiese scusa facendogli pure dono d’un libretto che parlava di San Luigi. Chiamato alla guerra del 15-18, si portò dietro il libriccino. Coincidenza volle che nel suo gruppo fosse presente l’allora chierico orionino Luigi Piccardo. I due legarono e, complici le preghiere, finita la guerra tornarono alle proprie sedi. Dalla sua il Perciballi chiese di far parte di questa nuova famiglia religiosa in chiara espansione, dove fu subito accolto. Grazie a due errori (l’insegnante e la guerra) visse il suo sacerdozio con ampia stima all’interno dell’Opera ed all’esterno

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