La distanza abbatte le barriere: l’esperienza del Boggiano Pico

Presidio ambulatoriale

A fronte della difficile situazione di emergenza epidemiologica e sanitaria in atto, nonchè alla conseguente sospensione dei servizi educativi prima e riabilitativi dopo, il Boggiano Pico ha ritenuto importante riorganizzare il suo servizio, l’offerta educativa e riabilitativa di cui i nostri utenti e le loro famiglie necessitano in questo momento, in cui le necessità e le priorità sono completamente stravolti.

Una parte dell’èquipe riabilitativa dell’Ambulatorio del Boggiano Pico si è dedicata a delineare un Progetto che, mantenendo la centralità del bambino e della sua famiglia, assicuri loro una continuità assistenziale in ragione dell’impossibilità di frequentare la scuola, di effettuare trattamenti riabilitativi, di effettuare colloqui con le insegnanti e con i professionisti della riabilitazione. In tale ambito sono stati attivati colloqui cadenzati di sostegno con le famiglie, fornendo loro supporto pedagogico e psicologico, consentendo di continuare il percorso riabilitativo intrapreso.

In particolare, per situazioni di maggiore complessità a livello comportamentale, ad esempio per bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico che, in queste settimane, vedono la loro routine completamente stravolta, si stanno fornendo indicazioni cognitivo-comportamentali per provare a gestire i comportamenti disadattivi.  Si stanno fornendo indicazioni per proporre giochi e attività compatibili con il contesto domestico, con i tempi e gli strumenti/materiali a disposizione in casa.

In parallelo, alcuni membri dell’équipe riabilitativa dell’Ambulatorio continuano la terapia, tramite incontri virtuali utilizzando diverse applicazioni di comunicazione voip e messaggistica (Skype, meet, zoom).

In questi mesi, più che mai, i nostri bambini hanno il diritto di ricevere proposte individualizzate che non solo non facciano perdere loro le competenze e autonomie acquisite, ma che con metodi e strumenti nuovi e diversi favoriscano, comunque, una crescita.

Centro semiresidenziale

Per quanto riguarda la sospensione delle attività del centro semiresidenziale del Boggiano Pico, la preoccupazione si è immediatamente rivolta ai più di 40 giovani adulti con disabilità ed ai loro caregiver, talvolta anziani o che, invece, vivono in assenza di una adeguata rete di protezione familiare.

A tal fine il Centro ha rafforzato e adeguato le procedure di intervento in questa situazione di emergenza.

Si è così strutturata da marzo ad oggi una modalità di telelavoro, in cui l’organizzazione ruota intorno all’esigenza di strutturare attività calate sui loro bisogni con obiettivi e tipologie di attività riabilitative e/o ludico-occupazionali. Per fare ciò si sono creati due canali di comunicazione telematica privilegiati: un gruppo di messaggistica e videochiamata dedicato all’accesso da smartphone che vede interagire i giovani e le loro famiglie, mediati dalle figure educative e da un gruppo privato su piattaforma social nel quale quotidianamente vengono caricati video di attività occupazionali e riabilitative create ad hoc sulla scia dei progetti di vita intrapresi durante l’anno nei locali del Centro.

Tutte queste attività sono volte a garantire un sostegno a famiglie e utenti e a dare la possibilità all’equipe educativa di essere sempre presenti, ma con nuove modalità.

Le attività online desiderano mantenere un livello di assistenza e contestualmente cercare di dare sollievo durante questo periodo: elemento preminente è l’organizzazione della giornata, orientata su una precisa linea temporale ed eventualmente, ove possibile, alla creazione di un’agenda quotidiana.

Il bisogno di costruire una quotidianità prevedibile e stabile è uno degli aspetti più significativi per molte persone con disabilità, tanto che l’organizzazione quotidiana e i cambiamenti alle routine necessitano in molti casi di un’anticipazione esplicita affinché siano possibili e accettabili le novità. L’obiettivo è quello di mantenere i contatti con le figure di riferimento, le quali si sono impegnate affinché l’impatto del cambiamento, dovuto all’emergenza per Coronavirus, non fosse troppo amplificato. La sospensione improvvisa ha infatti interrotto la possibilità, per tutti, di partecipare alla vita sociale, lavorativa e ricreativa essenziali per la salute psico-fisica senza avere un’idea di come riadattarsi a questa nuova realtà. Può essere difficile per una persona con disabilità comprendere fino in fondo cosa sta accadendo, adattando in modo funzionale i propri comportamenti alla situazione, così come lo è poter gestire o esprimere le emozioni e la sofferenza.

Così anche gli operatori del Centro semiresidenziale hanno ricostruito e riadattato la nuova quotidianità confrontandosi anche con i vissuti che emergono nella nuova situazione: il senso di solitudine e di isolamento, il disorientamento e la confusione, le vicinanze forzate e l’impossibilità di stare con le persone significative.

Emergono ansia, paura, rabbia e tristezza alternati a fiducia, gioia e serenità. Per tutti, utenti e famiglie, sono previsti colloqui di sostegno calendarizzati: in particolare si è cercato di essere ancora più presenti per le situazioni di maggiore complessità a più alto rischio e di emergenza. Da marzo ad oggi, a partire dalla data della sospensione del servizio semiresidenziale, sono stati effettuati più di un migliaio di colloqui in via telematica a famiglie e ragazzi, senza contare le innumerevoli chiamate e videochiamate che hanno fatto sì di mantenere contatti assidui.

Nel complesso, ad oggi, si è avviata un’attività sinergica tra il nostro servizio e le decine di famiglie, bambini, insegnanti e giovani adulti che ogni giorno ricevono la nostra esperienza, professionalità e sostegno, il tutto coadiuvato da nuove modalità di intervento, che vedono le tecnologie strumento necessario e imprescindibile, affinché si possano abbattere le barriere e colmare le distanze.

Chiara Lastrico – Barbara Ballabene

 

 

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