Su internet, necrologio Figli Divina Provvidenza

Il nostro bollettino non ha mai ospitato questa notizia e, per non cercare pretestuose colpe altrui, compresi i lettori, ce ne assumiamo la responsabilità battezzandola dimenticanza.

Digiti la righetta magica sul computer e lui ti propone alcune scelte per ridurre al minimo la ricerca. Il mio incontro con questo sito è avvenuto per documentarmi su alcuni religiosi dell’Opera dei quali sapevo poco o niente. E’ una raccolta completa, sempre aggiornata, costruita su elementi certi a prescindere dal valore e importanza intrinseca, trattata con affetto dai confratelli preposti. Poi la mia malattia – tale è il leggere, statene alla larga – mi ha spinto ad affogare nell’insieme. C’è una figura di spicco – Don Orione – che guida un piccolo esercito verso i più miseri per conoscere Dio e amarlo, in una condizione umana non protetta nella quale si sentono minimi collaboratori del bene.

Ad esempio cito Monsignor Bonislaw Dabrowski. A 15 anni, era nato il 2/11/1917, entra nel seminario orionino di Zdunska Wola. I “due anni di grazia”, come amava definirli (1938 – ‘39) corrispondono al periodo trascorso in Italia, a Tortona, incontrando e ascoltando il Fondatore. A settembre del ’39, rientrato in patria, viene internato in un “campo di lavoro” prossimo a Dachau, da dove uscirà al termine della guerra. Nel 1945 diventa sacerdote. Ma il primate Polacco Cardinal Wyszynski, conosciute le capacità del giovane, da subito lo “arruola” fra i suoi collaboratori primari, sollecitando poi Papa Giovanni XXIII ad eleggerlo vescovo, cosa che avviene il 24 novembre 1961.

Chiudiamo qui la sua storia, ancora lunga e fruttuosa, (se volete completarla sapete come fare) per lasciare spazio ad un brano di lettera inviata a Don Orione e la conseguente risposta verbale dello stesso. Siamo negli “anni di grazia”. “Lei ci ha comandato di riflettere quale sia la volontà del Divin Maestro verso ciascuno di noi. Come risposta sentivo nella mia anima la voce del Signore: ho sete. Domanderei umilmente di mettermi nel numero dei fortunati che a giorni andranno in sud America. Ogni volontà dei superiori, però, in ogni caso, è mio desiderio …”. “Tu vuoi andare in missione; la tua missione sarà la Polonia”.

Aggiungiamo, per suscitare un sorriso, anche una testimonianza di Don Ferdinando Dall’Ovo, mancato a Paverano dove ha concluso il suo faticare da oltre cinque anni. “Il 12 marzo 1940 ci diedero la notizia della sua morte a Sanremo. Noi probandi rimanemmo un po’ sorpresi perché, nell’ultima visita di settembre, ci aveva assicurato che sarebbe tornato. Mantenne la promessa giacché i solenni funerali lo portarono anche a Montebello. Deposero la bara nella cappella del seminario. Potemmo così vederne il volto attraverso il vetro e stargli vicino nelle due ore che si fermò da noi. Quindi il corteo funebre proseguì per Voghera e infine a Tortona, dove ci recammo a piedi”.