Il racconto di un progetto: 
“IL CHIOSTRO ANTICO ED IL SUO POZZO”

Nell’ambito del progetto di ristrutturazione delle cucine di Paverano si è pensato di riqualificare anche tutti gli spazi attraversati dai numerosi e ingombranti impianti, con particolare attenzione per il chiostro antico ed il suo cavedio, entrambi estremamente degradati e deturpati dai molti interventi eseguiti nel tempo.

Tutto è cominciato studiando com’era l’edificio da un punto di vista storico, utilizzando un disegno antico trovato nell’archivio di Paverano, in cui figurava un chiostro al centro del quale era presente un antico pozzo, presumibilmente utilizzato per il recupero dell’acqua piovana da una sottostante cisterna.

Oggi il pozzo non è più presente, ma nella sua posizione abbiamo trovato una sorta di pozzo di areazione delle cucine, che non a caso corrisponde al centro dell’antica cisterna di Paverano, profonda ben 5 metri al di sotto delle cucine e dismessa da anni. Perciò si è scelto di trasformare questo manufatto esistente in un vero e proprio “pozzo di luce” per il locale sottostante, collocandovi sopra una fontanella, a ricordo dell’antica funzione, e ripristinando l’antica cisterna, nuovamente utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana. L’acqua viene così recuperata per l’irrigazione del verde, la pulizia degli automezzi e per molti usi che non richiedono acqua potabile, mettendo insieme il risparmio economico – l’acqua costa! – e l’attenzione per l’ambiente. Ciò che anticamente veniva effettuato attraverso il pozzo ed un secchio, ora viene fatto con una moderna pompa!

Fa parte del progetto, che ha l’obiettivo ambizioso di mettere in evidenza il cuore storico di Paverano, anche la ricostruzione del solaio, che era stato demolito nel passato per inglobare un lato del chiostro nelle cucine. Così sono stati recuperati e hanno preso nuova vita due spazi, il nuovo salottino ed il chiostro esterno, che oggi sono visibili a tutti e saranno pienamente fruibili con la bella stagione, grazie ad un meticoloso lavoro di recupero e adeguamento attento all’estetica ed alla mimetizzazione degli impianti rimasti, celati da pannellature di legno e metallo e mimetizzati con l’utilizzo del colore e l’adozione delle famose righe banche e nere genovesi nella zona più antica.

Da sottolineare che all’interno del salottino si trova una nicchia preesistente, dove ha trovato collocazione un antico altorilievo ornato da tessuti antichi e ricamati, donato da un benefattore milanese e raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù, meticolosamente restaurato dalle restauratrici della Soprintendenza alle Belle Arti.

Luca Falchi