Lettera del Direttore alle Famiglie – 29 aprile 2020

Genova, 29 aprile 2020
Carissime famiglie,
Eccomi qui ancora una volta a scrivervi, nel segno della chiarezza e consapevole dell’importanza di condividere, di sentirvi e sentirci vicini.
Siamo ancora nel pieno dell’emergenza sanitaria. La nostra amata Italia e il mondo intero continuano a lottare contro il virus con grandeforza e determinazione. Anche noi qui al Piccolo Cottolengo Genovese di Don Orione proseguiamo la battaglia per proteggere i vostri cari.
Sono ormai trascorsi quasi due mesi da quando abbiamo chiuso le nostre porte privandovi della possibilità di visitare i vostri congiunti. Quale immenso sacrificio vi è stato chiesto, una croce giorno dopo giorno sempre più pesante. E quale grande impegno è stato chiesto anche a noi, consci che insieme alle nostre cure il benessere dei vostri cari è centrato sul desiderio e l’attesa del rapporto con voi. In tanti mi scrivete per raccontarmi l’angoscia e lo smarrimento che state vivendo; siete sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere. Sappiate che continuiamo a fare tutto il possibile per garantire sicurezza, cura e assistenza.
Dalla mia ultima lettera altri ospiti, prima sospetti, sono risultati positivi al virus e sono ora affidati alle cure dei nostri medici o del personale ospedaliero laddove è stato necessario richiedere il ricovero. Per tutti gli ospiti sintomatici stiamo provvedendo all’esecuzione del tampone faringeo. Al momento, possiamo avvalerci di un numero giornaliero predeterminato di tamponi da effettuare su ospiti e personale sociosanitario in attesa di riprendere servizio. Pur nei limiti della disponibilità, il tampone resta per ora lo strumento con maggiore attendibilità.
La situazione nelle nostre Case è controllata incessantemente. Come già annunciato, fin da inizio aprile abbiamo avviato in modo autonomo e indipendente il monitoraggio degli ospiti e del personale attraverso i test sierologici, esame che fornisce informazioni sull’eventuale presenza della patologia e sul suo decorso. A supplemento di quelli già da noi condotti, a partire dalla scorsa settimana sono stati effettuati i test sierologici regionali con i quali abbiamo raggiunto la copertura totale degli ospiti. I risultati, seppur con margini limitati di affidabilità, ci aiuteranno a rilevare possibili situazioni di contagio e a stabilire le necessarie misure di contenimento. Attendiamo indicazioni per portare a termine lo screening degli operatori, per ora completato solo nelle Case di Quarto Castagna e di Camaldoli.
Sebbene con le limitazioni dei nostri ambienti – ambienti non ospedalieri – continuiamo a isolare le persone e gli spazi distinguendo tra casi positivi conclamati, casi sospetti e conviventi asintomatici. Anche i reparti sono nuclei indipendenti dotati di operatori propri, di anticamere e percorsi per la vestizione e la svestizione del personale. Gli approvvigionamenti, così come le manutenzioni strettamente necessarie, avvengono con addetti esterni dedicati. Nel prendersi cura di ogni ospite, i nostri operatori sostituiscono i guanti e disinfettano tutti gli altri dispositivi di sicurezza, dalle cappe alle visiere, dalle cuffie ai calzari. Proteggere adeguatamente chi nei nostri ambienti lavora significa proteggere chi nei nostri ambienti vive.
In questo momento, alcuni dei nostri operatori sono a casa malati o in isolamento preventivo perché venuti a contatto con il virus. A tutti auguro nuovamente una pronta e buona guarigione. Il loro rientro in servizio dipende dall’esito negativo del doppio tampone eseguito a distanza di 24 ore; in attesa di reintegrarli tutti gradualmente abbiamo assunto oltre 40 nuovi operatori sociosanitari e infermieri, e richiesto il supporto delle istituzioni. La catena dell’assistenza non può e non deve interrompersi.
Nulla è più come prima qui al Don Orione. Quelli che un tempo erano corridoi e stanze brulicanti di persone, ambienti di vita, di condivisione e di socialità, sono diventati spazi vuoti. Spazi dove riecheggiano e si fanno largo la fiducia e l’attesa in un futuro migliore.
Pur in queste circostanze, con il cuore pesante per i nostri malati e per chi ci ha lasciati, non mancano le buone notizie. Dall’infezione si può guarire. Sono sempre più frequenti, infatti, le storie a lieto fine di cui siamo testimoni, storie i cui protagonisti talvolta ultracentenari hanno sconfitto la malattia. I test sierologici ci forniranno ulteriori evidenze, ma per il momento continuiamo a fare del nostro meglio, a curare e ad avere Fede.
La preoccupazione è tanta, lo so bene. Sono profondamente amareggiato da ciò che leggo sui giornali, e per quel che ci riguarda direttamente voglio prendere le distanze da certe forzature e da certe strumentalizzazioni sensazionalistiche. Me ne rammarico soprattutto per voi, care famiglie, per l’inutile sofferenza che si aggiunge al dolore che già state provando. A voi va garantito rispetto. Me ne rammarico inoltre per il nostro personale, per ogni donna e ogni uomo che lasciano le proprie case e vengono qui al lavoro ogni giorno per prendersi cura dei vostri cari, per salvare vite. La loro professionalità e il loro sacrificio andrebbero riconosciuti, non sviliti. A loro vanno il mio apprezzamento e la mia stima per l’impegno e l’umanità che stanno mettendo in campo.
La pandemia ci ha già insegnato molte cose e molte altre ce le ha fatte riscoprire, come l’importanza dei gesti semplici e la centralità delle relazioni umane. Posso solo immaginare quanto sia difficile stare lontani dai vostri genitori, dai vostri fratelli, figli, nonni e coniugi.
Per questo, per potervi mettere in contatto ancor più di quanto siamo riusciti a fare fino ad ora, ci siamo dotati di altri tablet. Noi continueremo a chiamarvi e a videochiamarvi, sappiate che potete contare sul nostro Servizio Sociale per informazioni. Sempre attraverso il Servizio Sociale potete accedere gratuitamente al nostro sportello telefonico di sostegno psicologico. L’emergenza sanitaria ci ha colpiti duramente, ognuno in modi e forme diversi: nessuno deve sentirsi solo qui al Don Orione.
Infine, voglio ricordarvi che il nostro personale sociosanitario è a vostra disposizione e continuerà a darvi informazioni sui vostri cari e sulla situazione nei loro reparti.
Continuiamo a pregare, preghiamo insieme con spirito di famiglia perché la preghiera ci dia la forza e ci guidi in questa prova con Fede e speranza.
Con fiducia nel Signore, vi saluto e vi abbraccio tutti,
Don Dorino Zordan
Direttore
Piccolo Cottolengo Genovese Don Orione

 

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