Una pagina di “ATTUALITÀ” di San Luigi Orione in merito all’epidemia da Covid-19

Nell’epistolario orionino si trovano vari accenni all’influenza “spagnola”, una pandemia insolitamente mortale che fra il 1918 e il 1920 arrivò a infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo. Singolari i paralleli con l’attuale epidemia.

L’influenza spagnola, altrimenti conosciuta come “la spagnola” fu una pandemia influenzale, insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 arrivò a infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo, inclusi alcuni abitanti di remote isole dell’Oceano Pacifico e del Mar Glaciale Artico, provocando il decesso di 50 milioni di persone su una popolazione mondiale che contava allora circa 2 miliardi.

Nell’epistolario orionino si trovano vari accenni a questa influenza “spagnola” che presentano singolari paralleli con l’attuale epidemia da Covid-19. Scrivendo da Roma a don Angelo De Paoli, allora in Brasile, il fondatore riferisce particolari che sembrano descrivere l’odierna situazione. Ecco il testo:

Anime e Anime! Roma, il 3 gennaio 1919.

Caro don De Paoli,

Don Sterpi mi comunica la tua lettera del 12 dicembre 1918. Sono assai grato al Signore che tu e don Dondero abbiate passata l’epidemia spagnola senza gravi conseguenze e spero che le condizioni sanitarie del Brasile e specialmente vostre ora siano migliorate.

Qui noi siamo invece in pieno flagello, specialmente a Milano, Torino e anche a Roma. Io non l’ho ancora passata; ma alla Colonia di Monte Mario abbiamo avuto su 92 orfani, tre morti.

Molti malati avevamo anche una settimana fa a Tortona, dove le scuole pubbliche sono chiuse, come pure nei grandi centri sono chiusi anche i teatri e cinematografi. Speriamo che Dio sarà placato specialmente per le penitenze e preghiere che si innalzano fino a lui da molte anime buone, e avrà pietà di noi (…).

Ci sono morti due sacerdoti, ma venuti a noi dopo che voi eravate partiti… Ti saluto e benedico con grande affetto nel Signore. Desidero che la presente mia non ti sia di sconforto, ma che ti porti forza divina e santità di propositi e di vita. Non mi è oggi dato poter fissare il tempo che verrò al Brasile; ma, se Dio mi dà un po’ di vita, certo che verrò, e relativamente presto, spero. Mi saluti Dondero e quanti sono con lui: io non lo so quanti e chi siano. Ricevi i saluti fraterni di tutti questi nostri di Roma e prega per noi sempre. Tuo aff.mo in Gesù Cristo e Maria SS.ma Sac. Orione d. Div. Provv.za (Scritti 29,70).

Per altri riferimenti alla “spagnola” cf. Scritti 2,129; 4,141; 11,202; 12,116; 13,103; 13,116; 24,53 («Qui ne muoiono molti, ma noi, grazie a Dio, in casa non abbiamo malati; ce ne sono invece alla colonia di Roma. Don Pensa sta meglio; è stata, certo, una grazia questa sua guarigione»); 38,120; 54,25; 64,62 («Secondando recente atto di carità apostolica, apro i miei Istituti e braccia e cuore ad accogliere orfani dell’epidemia che l’incaricato pontificio vorrà affidarmi»); 70,27; Parola 9,386; 11,147. (A cura di Don Alessandro Belano, fdp)

Dal sito: donorione.org

 

 

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