Vivere nello Spirito secondo Henri Jozef Machiel Nouwen

Presbitero, teologo e scrittore olandese di religione cattolica, autore di quaranta libri sulla vita spirituale. Ne sintetizzo un percorso basato su 10 punti che ritengo valga la pena di analizzare.

Vivere nel presente senza rimpianti. Inutile piangere su d’un ormai inalterabile passato o lanciarsi verso l’imprendibile futuro. Gesù ci insegna che il Padre si manifesta all’uomo nel momento dell’incontro.

La gioia è frutto della speranza. Quando confidiamo profondamente essere l’oggi il giorno del Signore e il domani racchiuso nel suo amore, i nostri volti si distendono ricambiandone il sorriso.

La sofferenza: una comunione fra deboli. Dobbiamo farci amico il dolore e Dio ci manderà le persone di cui abbiamo bisogno. La condivisione diventerà poi fraternità nella debolezza, capace di trasformarsi in amore reciproco.

Conversione, Spirito d’amore. La nostra vita è mossa dallo Spirito Santo che si percepisce nel silenzio interiore. Sembra suggerisca di non aver paura nel dominare la propria esistenza, e invita: lascia che adempia il desiderio del tuo cuore.

Una vita di disciplina per una meta precisa. La preghiera ci ricorda il nostro percorso verso la vita eterna, da cui deriva la ricerca della presenza di Dio.

La vita spirituale è riconoscente. Riusciamo a distinguere il bene dal male, ma la gratitudine verso Dio abbraccia positivo e negativo. Quando abbiamo il coraggio di guardare con gli occhi di Dio, la nostra colpa diventa un riconoscimento più profondo della Sua misericordia.

Dall’ansia alla preghiera. Se vuoi angosciarti, fallo per qualcosa che valga la pena. Preoccupati delle cose di Dio: verità, luce, vita. Quando indirizziamo il nostro cuore a queste cose entriamo in comunione con Colui che è presente con noi qui ed ora per darci quello di cui abbiamo più bisogno. L’ansia diventa preghiera, lascia il posto alla coscienza d’essere fortificati dallo Spirito di Dio.

Compassione: soffrire con gli altri. Vivere la compassione significa stare vicino a chi soffre. Entra nella nostra vita quando la consideriamo un “noi”, invitandoci a diventare consapevoli dei nostri problemi in modo da arrivare col cuore a comprenderlo. Dono della comprensione è sapere che neanche io sarò solo.

Testimoni viventi dell’amore di Dio. Significa vedere le nostre relazioni non solo sul piano naturale, credere che Dio, attraverso noi, vuole raggiungere più persone col Suo amore.

Reclamare la predilezione di Dio. Gesù ci ha rivelato che noi, esseri umani peccatori e sbandati, siamo invitati alla stessa comunione vissuta da Lui, che siamo nel mondo per proclamare la predilezione di Dio per tutti, e che alla fine scamperemo ai poteri distruttivi della morte.

don ivan concolato

 

 

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