Guarirai, guarirai

Eravamo più di cento riuniti all’ingresso del “Paterno”, il 21 ottobre 1931. Quando comparve, Don Orione spalancò i suoi grandi occhi ed il suo volto si illuminò, vedendo davanti a sé tante speranze. Ci benedisse. Per me fu un incontro decisivo: divenne il mio Padre, ideale, amore; mi sentii già suo figlio spirituale. L’otto dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, egli stesso ci mise l’abito talare. Eravamo in dodici. Ci indicò come “le dodici stelle di Maria”. Vivemmo per tre anni praticamente a contatto col Fondatore. Si interessava personalmente dei nostri studi, della formazione spirituale. In quei tre anni ci preparava meticolosamente per le varie “parti” che dovevamo sostenere nella celebrazione del presepio vivente svoltosi a Tortona, Novi Ligure e Voghera. Nel 1934 andò in America ed io al noviziato. Quando ritornò avevo già la patente da due anni. Mossi da amore e venerazione alcuni di noi chierici si impegnarono a stendere per iscritto, senza aver mai visto una riga di stenografia, quanto diceva alla comunità col sermoncino della “Buona Notte” dopo le preghiere della sera.

Verso fine maggio del 1938 accompagnavo il Direttore, in macchina, da Tortona a Montebello della Battaglia. I miei polmoni non rispondevano più a dovere, ogni tanto mi sfuggiva un colpo di tosse. Al primo colpo, preoccupato, mi chiese se non mi sentissi bene, se ero sotto controllo del dottore … Al secondo scattò domandandomi se mi curavo, se prendevo medicine. Cercai di tranquillizzarlo, ma al terzo, più impertinente, si alzò da sedere e, proteso verso di me volle sapere cosa ne dicesse Don Sterpi, cosa volesse decidere. Assicurai che Don Sterpi aveva già deciso; terminato l’anno scolastico mi avrebbe mandato alle arie native. Solo allora si calmò un poco, lievemente soddisfatto. Quello stesso anno i superiori decisero di farmi ricoverare in sanatorio per curarmi a dovere. Prima di partire andai a salutarlo e chiesi la benedizione. Egli, con tutta naturalezza, ritenendo ovvia la mia guarigione quasi l’avesse davanti, mi disse:” guarirai, guarirai”. Nell’agosto successivo lasciai il sanatorio clinicamente guarito.

Don Pietro Donzelli, tale il nostro confidente, si spense a 98 anni.

 

 

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