In memoria di Suor Maria Plautilla

Il 5 ottobre è stata una giornata di festa per tutto il Piccolo Cottolengo Genovese e in particolare per Paverano, Casa situata nel cuore della città che accoglie e cura persone non più autosufficienti, persone anziane e persone disabili. Si è celebrato il 75° anno dalla morte di Suor Maria Plautilla. Il Papa Benedetto XVI nel 2010 la dichiarò Venerabile per aver esercitato le virtù cristiane in modo eroico; si può, dunque, diventare “santi” anche a Paverano, anche morendo giovani, anche facendo i lavori più umili e umilianti.

E proprio qui nella Casa Paverano èstato dedicato anche un reparto in sua memoria. Qui di seguito il racconto di chi questo reparto lo vive ogni giorno perché èdiventato la sua casa:
“In mattinata il nostro Direttore Don Dorino ha celebrato la Santa Messa e ci ha parlato  della vita di Suor Maria Plautilla. Abbiamo recitato le preghiere e animato la Messa con i nostri canti.

Al termine della Messa abbiamo festeggiato tutti insieme con una merenda: la focaccia era buonissima, le patatine e le torte ottime. Abbiamo bevuto anche le bibite: coca-cola, aranciata e bitter.

Nel pomeriggio abbiamo ancora ricordato Suor Plautilla, che era nata vicino a Cuneo e che curava gli ammalati ed era simpatica con le persone: dava le caramelle alle ragazze per alleviare un po’ il dolore. C’era anche il Prof. Isola ad aiutare la Suora nel suo lavoro qui a Genova.

È stata una bellissima giornata di festa!” Silvana Dichiera

Lucia Cavallo è nata a Roata Chiusani (Cuneo) il 18 novembre 1913 da una famiglia povera di contadini. Aveva appena 12 anni quando la mamma morì di tubercolosi, lasciando sei figli orfani. Dovette subito fare da mamma ai fratellini e aiutare il papà. Molto religiosa, partecipava tutti i giorni alla messa e faceva la comunione. Solo nel 1933 poté entrare nella Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità fondate da Don Orione nel 1915 con il desiderio (espresso nel suo diario) di diventare missionaria “per portare Gesù a coloro che ancora non lo conoscono”. Dopo poco più di un mese di esperienza nel Piccolo Cottolengo di Via del Camoscio a Genova (N.d.R il primo nucleo del Piccolo Cottolengo Genovese, un rifugio per i casi più urgenti e bisognosi), si preparò alla vita religiosa: fece il noviziato a Tortona, emise i primi voti nelle mani di Don Orione stesso e poi venne inviata al Paverano di Genova per servire le ammalate. Consumò tutta la sua breve esistenza a servizio delle ammalate, a volte anche pericolose, di Paverano. Dovette superare notevoli prove per le faticose mansioni, a volte ripugnanti, connesse con il ruolo di infermiera. La sua salute subì un crollo soprattutto durante i bombardamenti su Paverano del 1942, quando non si risparmiò per salvare le sue assistite. Nel 1945 cominciarono i primi segnali di cedimento del suo cuore, con ripetuti attacchi cardiaci. Il più grave alla fine del 1946, dopo aver soccorso un paziente che aveva raggiunto il balcone esterno, con il rischio di cadere. Dopo mesi di sofferenza, il 15 agosto 1947 emise la Professione Perpetua e il 5 ottobre 1947 morì, a soli 33 anni.

Il 1° luglio 2010 Papa Benedetto XVI la dichiarò “Venerabile”, per aver esercitato le virtù in modo eroico. Si può, dunque, diventare “santi” anche a Paverano, anche morendo giovani, anche facendo i lavori più umili e umilianti.

Ora dunque la possiamo pregare, invocare la sua protezione non solo sul reparto a lei dedicato, ma sul Paverano e su ciascuno di noi. Preghiamola in modo particolare per i nostri operatori, oss, infermieri, educatori, animatori e medici perché seguano il suo esempio di dedizione totale e generosa ad alleviare le sofferenze dei malati e di ogni persona fragile.

Preghiamola così:

“O Santissima Trinità,
Padre, Figlio e Spirito Santo,
che nel cuore della Venerabile
Suor Maria Plautilla
hai acceso la fiamma viva
della Tua carità,
Ti adoriamo e Ti ringraziamo
per averci donato in lei
un modello luminoso di santità
e di gioioso sacrificio.
Concedi di ardere come lei,
lampada vivente,
di amore a Dio e al prossimo,
per consolare gli afflitti,
sanare i feriti,
evangelizzare i poveri.
Confortati dal suo esempio
e dalla sua intercessione,
umilmente Ti supplichiamo
di glorificare anche in terra
la Tua serva fedele,
concedendoci la grazia
che umilmente Ti domandiamo”.

Don Dorino Zordan