Intervista a Don Dorino, Direttore del Piccolo Cottolengo

Quali sono le sue prime impressioni sul Piccolo Cottolengo Genovese?

Sono arrivato al Piccolo Cottolengo Genovese il 1° Settembre 2018 con un viaggio in treno da Roma, dove ho lavorato fino al 31 Agosto 2018 in Vaticano, come vice capo ufficio delle Poste Vaticane. In agosto avevo trascorso qualche giorno nella comunità del Paverano, per un passaggio di consegne con Don Alessandro e una visita veloce a Castagna, Camaldoli e Santa Caterina a Molassana. Conoscevo già qualcosa delle attività orionine di Genova per aver trascorso un mese di esperienza a Camaldoli nel lontano 1973, aver portato in visita da Milano i collaboratori e gli ex allievi di quel Piccolo Cottolengo, aver accompagnato da Tortona Don Nino Zanichelli, quando, nel 1997 era stato nominato direttore del Paverano. Conoscevo già anche Sassello, per aver partecipato a qualche corso di Esercizi Spirituali. Sapevo dunque, a grandi linee, cosa mi aspettava. Già nel 2011 mi era stata ventilata la possibilità di essere inviato a Genova come direttore. A Genova inoltre mi sono laureato all’Università di Via Balbi in Lettere moderne. Soprattutto ero cosciente della grande responsabilità che mi aspettava e della complessità gestionale. Devo dire che ho accolto la nomina con molta sorpresa e ho accettato con una certa serenità e tanta “incoscienza”. Arrivato, mi sono sentito “spaesato”, come naturale, ma non “spaventato”. Sono subito stato accolto bene da tutti, comunità religiosa, operatori, ospiti. Non soffro di “ansia da prestazione”, mi sto inserendo gradualmente e serenamente, pur tra tanti problemi e decisioni da prendere ogni giorno.

(continua)